Siamo abituati a pensare alle guerre come a eventi isolati, ma i conflitti di oggi – dall’Ucraina alla Palestina, dalla Siria all’Iran – sono in realtà i fili di un’unica trama, fatta di armi, interessi, storie.
Lorenzo Tondo è corrispondente e inviato di guerra del «Guardian», per il quale ha seguito le crisi umanitarie in Medio Oriente, il conflitto in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa e quello israelo-palestinese. In passato ha collaborato con «The New York Times», «Time» e «la Repubblica», dove ha ottenuto numerosi riconoscimenti per le sue inchieste.
Giorgio Ruta, modicano, appassionato di giornalismo grazie all'esperienza del periodico Il Clandestino. Poi raccontare è diventato il suo lavoro: dopo diverse collaborazioni, ha scritto per La Repubblica e adesso gira la Sicilia per la Rai.

Un’attrice sola sul palco diventa narratrice e protagonista di una storia dove la Ragion di Stato e gli Interessi di Politica Internazionale hanno giocato a “Risiko” con la vita di decine di migliaia di persone. Uno spettacolo-testimonianza che ricorda le vittime e punta il dito sui carnefici: aggressori e aggrediti.
Roberta Biagiarelli, attrice e autrice teatrale, maker culturale, formatrice e attivista. È appassionata di Balcani con uno sguardo speciale rivolto al genocidio di Srebrenica. Indaga, ricerca, produce ed interpreta spettacoli teatrali su temi storici, sociali, di promozione alla cittadinanza europea e di genere: Srebrenica, Chernobyl, Falluja, Sarajevo.

Con la voce di Pegah Moshir Pour, questo incontro attraversa la memoria profonda della società persiana: una cultura millenaria fatta di poesia, pensiero e resistenza. Ma è anche il racconto di un presente attraversato dalla paura, dalla repressione e dal coraggio di una generazione giovane che ha scelto di non tacere, trasformando il dolore in coscienza collettiva e desiderio di futuro.
Pegah Moshir Pour è un'autrice iraniana. Si è trasferita in Italia con la famiglia quando aveva nove anni. È cresciuta tra le storie del Libro dei Re e i versi della Divina Commedia. Oggi è consulente e attivista per i diritti umani e digitali. Racconta l’Iran su «la Repubblica» ed si distingue come una delle voci più importanti nella battaglia per l’emancipazione delle donne iraniane e non solo. La notte sopra Teheran è il suo romanzo d’esordio, pubblicato da Garzanti nel 2024.

Da una cella del carcere “Ucciardone” di Palermo, Alaa Faraj ha raccontato ad Alessandra Sciurba la sua storia, che attraversa l’indecenza delle morti in mare e l’esperienza della detenzione in carcere, mantenendo una paradossale fiducia nello Stato.
Alaa Faraj è nato a Bengasi nel 1995. Accusato di essere uno degli scafisti della traversata dell’agosto 2015 al largo della Sicilia, in cui persero la vita 49 persone, la giustizia italiana lo ha condannato a 30 anni di reclusione. Reato che il trentenne libico dice di non aver mai commesso. Il presidente Sergio Mattarella gli ha concesso, lo scorso dicembre, la grazia parziale, e il 18 maggio 2026 la Corte d’Appello di Messina ha accolto l’istanza di revisione del processo, sospendendo l’esecuzione della pena. In carcere a Palermo ha cominciato a raccontare la sua storia, scritta sotto forme di lettere inviate ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto. Ne è nato il libro Perché ero ragazzo (Sellerio) vincitore del premio Terzani 2026.
Alessandra Sciurba è Professoressa Associata di Filosofia del diritto all’Università degli Studi di Palermo, dove coordina la Clinica legale Migrazioni e diritti. Si occupa da molti anni di diritti umani, cittadinanza, migrazioni, questioni di genere, tratta e sfruttamento sia come studiosa, connettendo sempre la ricerca teorica con l’intervento sul campo, che come attivista

Tra storia millenaria, trasformazioni sociali e nuove ambizioni globali, la Cina è oggi uno dei grandi snodi del presente. Eppure, paradossalmente, continuiamo a conoscere poco un gigante che da anni osserva e studia attentamente l’Occidente.
Francesca Ghiretti è direttrice della Economic Security and Resilience Initiative, e Research Leader per Cina e sicurezza economia presso RAND Europe e ospita il podcast Geoeconomic Competition. E’ un’esperta di politica estera economica cinese e relazioni Europa‑Cina, ed è anche Senior Associate a CSIS in Washington. In precedenza ha lavorato presso un’azienda di AI a Londra e come analista al MERICS. Ha inoltre collaborato con ECFR, IAI e un hedge fund londinese, ed è stata assistente dell’ex segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer.
È autrice di Chinese Investments and the Economic Security Turn in Europe (2025) e ha pubblicato su Financial Times, Wall Street Journal, New York Times e Politico. Ha conseguito il dottorato al King’s College London, ottenendo l’Outstanding Thesis Award
Eugenio Cau è giornalista de Il Post e autore di Globo, il podcast che ogni settimana racconta l’attualità internazionale attraverso conversazioni e approfondimenti. Appassionato di Cina, tema che segue e studia da anni, osserva i cambiamenti del mondo e degli equilibri globali con uno sguardo curioso, chiaro e accessibile

Il racconto parte da un’immagine iniziale e si sviluppa attraversando diversi livelli di lettura: la dimensione storica, quella geografica e le storie delle persone coinvolte. Un percorso che prova a restituire complessità senza scorciatoie e a offrire strumenti per orientarsi nel dibattito pubblico
Luca Misculin fa il giornalista e lavora al «Post» dal 2013. Si occupa soprattutto di migrazione, di Europa e di storie molto antiche. Negli anni ha curato i podcast "La nave", "La fine del mondo" e "L'invasione" e "Una mattina". Ogni sabato conduce l'edizione del weekend di Morning. Molto piú saltuariamente conduce Prima pagina su Radio 3. Per Einaudi ha pubblicato Mare aperto. Storia umana del Mediterraneo centrale (2025)